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110 e lode: come funziona e quando si prende la lode alla laurea

Di Maxwell AboagyeAggiornato il 2 settembre 2026

Il 110 e lode è il massimo riconoscimento che una commissione di laurea italiana può attribuire. Non è un voto più alto di 110: è una menzione d'onore che si aggiunge al voto massimo. Proprio per questo le regole che la governano sono diverse da quelle del punteggio numerico: non basta l'aritmetica, serve anche una decisione della commissione, di norma all'unanimità. In questa guida vediamo quando si prende la lode, cosa dicono i regolamenti degli atenei, quali numeri servono davvero e quanto conta la lode dopo la laurea. Se ti serve prima un ripasso del calcolo completo del voto, parti da come si calcola il voto di laurea.

Cos'è formalmente il 110 e lode

Il voto di laurea italiano è espresso in centodecimi e si ferma a 110: è il tetto della scala. La lode non aggiunge punti a questo numero. È una distinzione qualitativa che la commissione può conferire a chi ha già raggiunto il massimo dei voti, per segnalare un percorso o una prova finale di livello eccezionale. Sul certificato di laurea il voto resta 110/110, accompagnato dalla dicitura con lode (in latino, cum laude).

Quando si prende la lode: i requisiti tipici

Non esiste una regola nazionale unica: ogni ateneo disciplina la lode nel proprio regolamento didattico o nel regolamento della prova finale. Nella pratica, però, ricorrono quasi sempre due condizioni. Primo: la somma di voto di partenza, punti tesi ed eventuali bonus deve raggiungere o superare il massimo, spesso con un margine. Secondo: la commissione deve deliberare la lode all'unanimità.

Due esempi verificabili. Il regolamento di laurea del corso in Chimica dell'Università di Bologna stabilisce che, se la somma arrotondata di tutti i punteggi non è inferiore a 113/110, la commissione può deliberare l'attribuzione della lode, e che tale attribuzione deve essere deliberata all'unanimità. La Facoltà di Economia della Sapienza di Roma prevede che la votazione sia espressa dalla commissione in centodecimi e che, all'unanimità, possa essere conferita la lode a chi raggiunge il massimo dei voti. La soglia di 113 punti prima del tetto di 110 è una convenzione diffusa, ma il numero esatto e la procedura variano da ateneo ad ateneo, e a volte da corso a corso.

Cosa sposta davvero le probabilità: la media ponderata

I punti tesi hanno un tetto (di norma intorno a 11), quindi la partita della lode si gioca prima della discussione, sulla media ponderata degli esami. Il voto di partenza si ottiene con la formula arrotonda(media x 110 / 30). Ecco quale media serve per entrare in zona lode, assumendo la soglia comune di 113 punti prima del tetto e nessun bonus aggiuntivo:

Punti tesi attesiVoto di partenza necessarioMedia ponderata minima
11 (massimo tipico)10227,7 (27,7 x 110 / 30 = 101,57, arrotondato 102)
910428,3 (28,3 x 110 / 30 = 103,77, arrotondato 104)
710628,8 (28,8 x 110 / 30 = 105,6, arrotondato 106)
510829,4 (29,4 x 110 / 30 = 107,8, arrotondato 108)

La lettura pratica: con una media sotto il 27,7 la lode è fuori portata anche con il massimo dei punti tesi, mentre con una media dal 29,4 in su bastano punteggi di tesi ordinari. Alcuni regolamenti aggiungono piccoli bonus che spostano leggermente questi numeri: il corso di Chimica di Bologna, per esempio, riconosce 0,05 punti per CFU per ogni 30 e lode conseguito negli esami, oltre a un punto per la laurea in corso.

Miti da sfatare

  • La lode non cambia il numero. Il voto resta 110/110: la lode è una menzione aggiuntiva, non un 111 o un 112.
  • Il 30 e lode negli esami non vale 31. Ai fini della media ponderata conta come 30; alcuni atenei però premiano le lodi con un piccolo bonus separato sul voto di laurea, secondo il proprio regolamento.
  • Raggiungere la soglia non basta. Anche a 113 o più punti la lode resta una facoltà della commissione, che di norma deve essere unanime: un solo commissario contrario la esclude.
  • Non è la commissione a inventare le regole in seduta. Soglie, punti tesi e procedura sono fissati prima, nel regolamento didattico dell'ateneo o del corso di studi.

La lode conta dopo la laurea?

Dipende dal contesto. Nei concorsi pubblici e nelle graduatorie la lode può valere punti concreti: nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), disciplinate dall'ordinanza ministeriale 112 del 6 maggio 2022, il titolo di accesso conseguito con la lode vale 4 punti aggiuntivi. Ogni bando ha però la propria tabella di valutazione dei titoli, quindi il peso esatto va verificato caso per caso. Nel settore privato il quadro è più sfumato: la lode può aiutare al primo impiego o nell'ammissione a dottorati e master selettivi, ma con il passare degli anni contano molto di più esperienza e risultati. Chi punta a un percorso all'estero troverà più utile sapere come tradurre il voto di laurea in GPA, perché la menzione italiana spesso non ha un equivalente diretto.

Come la calcolatrice segnala la lode possibile

La nostra calcolatrice del voto di laurea applica la convenzione più diffusa: somma voto di partenza, punti tesi e bonus senza applicare il tetto di 110 e, se questo totale senza tetto raggiunge almeno 113, segnala che la lode è possibile. Il voto finale mostrato resta comunque al massimo 110, perché la lode non è un numero. Attenzione al significato dell'indicatore: dice che rientri nella fascia in cui molte commissioni possono deliberare la lode, non che la otterrai. La decisione finale spetta sempre alla commissione, secondo il regolamento del tuo ateneo.

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Fonti

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